giovedì 28 novembre 2013

Tanto non riesco a dormire.
Allora faccio il cambio di stagione.
Ho, sparsi per la rete, diversi spazi dove scrivevo di tutto. Alcuni di questi, hanno password d'accesso ormai perse nei cerchi della memoria e in foglietti infilati nel primo cassetto del comò.
Quello dove finisce tutto, dalle bollette della luce ai ricordini orrendi delle cresime che non puoi buttare perchè pare brutto ma di tenere una cosa che sembra un gatto che si inchiappetta un violino, in giro per casa mia, non se ne parla.
Sto facendo ordine, recuperando cose.

Ed ho ritrovato questo.
E' di tre anni fa. Per quelle assurde combinazioni che non puoi spiegare (ma roba che attacchi la Kamchatka e fai tre 6 coi dadi rossi e ti vedi l'ormai spacciato difensore controbattere con lo stesso tiro o quando sei al ristorante insieme ad altre otto persone e tu ordini un semplice spaghetti al pomodoro ma vieni servito per ultimo anche se i tuoi amici hanno chiesto, ed ottenuto, robe come la Fenice in crosta di cozze o il Caribù frustato al tamarindo. Ed avevano pure finito il Caribù. L'hanno cacciato apposta) stamattina ho rivisto la signora in questione.

Cambiata.
Più giovane addirittura.
Vestita più caruccia, più curata e con un sorriso che dirvi non so.
Di una cosa sono sicuro.
Sulle dita, non aveva anelli.
Di nessun tipo.

I fatti.
Come li descrissi nel maggio 2010.

Negozio, interno giorno.

Uno splendido quarantenne, rifulgente del suo brizzolato clooneyano, vede entrare nel proprio negozio di elettrodomestici un problema. Una bruna, naturalmente.

Ella vorrebbe, poichè molteplici sono le vie del fato e nulla può darsi per scontato e quindi l’usar una forma verbale che non prevede la certezza è, questo di sicuro, l’unica via percorribile, ella vorrebbe, dicevo, acquistare un nuovo televisore. 
Le dimensioni, contraddicendo molte sue parisesso, non contano. 
Anzi, ne vorrebbe uno piccolo. Guarda te. 
Mi accingo quindi a illustrare le diverse caratteristiche dei modelli presenti: uno permette l’inserimento di un magico adattatore in modo che la scheda mediaset premium non cada a peso morto all’interno dell’apparecchio stesso senza svolgere altresì la funzione a lei più consona, quella di trasformar criptate onde in viso e favella, anzichè essere, senza l’adattator di prima, solo scomodo sonaglin trastullo. Un altro ancora gode di grande fama, marchio prestigioso rappresenta e, per questo, ahimè, prevede un balzello supplementare che poi non si trasforma in maggior meraviglia, anzi, piuttosto ne contraddistingue la schifezza. L’ultimo della serie fa aggrottar addirittura la fronte alla signora, le parole “alta definizione” mal vengono capite ed ella mi delizia di sguardo perso, visto solo ad alcune carpe nell’acquario. Ma ecco che sta per pronunciar parola, presto azzittommi, in modo da poter meglio venir incontro al suo desiderio e soddisfarlo tosto in cambio di sesterzio.

“Guarda, nun me ne frega un cazzo de tutto quello che hai detto, ‘o vojo della Mivar, che è bòno“

A questo punto, crolla tutta la poesia del momento. 
“Signora, sì, è vero, i televisori della Mivar erano buonissimi, il problema è che non ne fanno più, o meglio, quelli che ora fanno sono delle emerite schifezze che non hanno nulla a che fare con la vecchia qualità della Mivar”. Questo gli ho detto, ed ero più che pronto ad ascoltare i soliti racconti di fedeltà del vecchio televisore che fanno tutti, tutti con la loro personale esperienza di vita a fianco dell’inossidabile marchio, fregio e vanto dell’italica produzione. 
Non ero pronto a quello che mi ha detto la signora che, giuro, riporto integralmente. Da qui in poi ha parlato solo lei, io reagivo solo con espressioni del viso.

“No, io vojo er televisore della Mivar perchè è l’unico che davèro nun se rompe, pensa regazzì, nun s’è rotto manco quanno MI MARITO ME L’HA TIRATO DAR BALCONE”

E qui, miei piccoli amici, la mimica facciale ha fatto tutto, da "inorridito nascosto" (ti passano un infante che ha appena vomitato, tesoro santo lui, che ancora gocciola e sai benissimo che non ha finito, il nanerottolo se ne è sicuramente tenuto ancora un pò da parte per quando ti veniva passato), a "sorpreso ma non troppo" (attraversi la strada sotto la pioggia e vieni travolto da uno tsunami prodotto da una Golf, sempre loro, in transito che non poteva per nessuna ragione al mondo evitare quella pozzanghera), fino al sempreverde "sanamente sconvolto" (prima volta della suocera in costume). La signora, naturalmente, ha preso il tutto come un incitamento a proseguire il racconto.

“Sì, ma è stata colpa mia. Io, pè fallo ingelosì, me sò messa a fa la scema cor vicino, mica gnente de che, volevo vedè de fallo ‘ncazzà n’pochetto, giusto pe ridaje un pò de pepe che lo vedevo giù. Er problema è che er pepe l’ha ripreso ma l’ha ripreso pè dajelo a Bice che abbita ar terzo piano e che dar quinto in giù se l’è fatti tutti, je mancava solo mi marito alla collezione. Ma mica se semo incazzati pe questo, che me frega, Bice oltretutto è tanto simpatica, se famo certe chiacchierate (adesso viene una parte che riporto, giurin giuretta, in maniera letterale, lei non aveva nessuna malizia nel dirla e non voleva sottindere nessun doppio senso, anche se inevitabile), se famo certe chiacchierate io e Bice, piacevoli, lei sa i cazzi de tutti (sicuro quelli dal quinto piano in giù, direi) e lavasse du panni insieme fa piacere. No, quello che m’ha fatto davvero incazzà è che er giorno daa riunione de condominio, lui è uscito pe annacce e invece è annato a scopà co Bice. Sto stronzo nun ha votato e mò ce tocca pagà 4mila euro de lavori che manco me ne frega gnente! Quanno l'ho saputo me sò incazzata, ma così tanto che jo tirato i piatti, lui s’è incazzato ancora de ppiù perchè erano quelli der corredo de pòra nonna e mè toccato scappà de fora. Corèvo e corèvo, lui è annato sur balcone e m’ha tirato quello che je capitato sotto mano. Er televisore.”

Io ero stravolto, ma dovevo ancora aspettare la chicca.

“Vabbè nun s’è rotto perchè in realtà m’ha preso sulla spalla e ha attutito, però erano proprio bòni i televisori de na vorta, ste sottilette se romperebbero pure se mi pijasse piena!”



Il televisore, alla fine, l’ha comprato. Chiedendo se esistevano delle custodie di gomma tipo quelle per i telefonini.

“Non esistono? Beh, ce dovrebbero pensà a falle, io me la comprerei!”

Ecco.
Oggi era felice.

Per fortuna, qualcuna ce la fa.

3 commenti:

  1. Simonetta Chiandetti29 novembre 2013 03:02

    C'eravamo tanto amati...

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  2. Bellissimo! Sei bravo a scrivere

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