giovedì 16 ottobre 2014

La prima cosa che arriva sono le lentiggini.
Strano, ma vero.

Hai i lunghi capelli rossicci legati in una crocchia, poi lasciati scendere sulle spalle, vestita di quelle cose che sembra cotone o canapa, decisamente più la seconda altrimenti non ti spieghi come potresti avere le visioni senza nemmeno aver aspirato, come quella volta che ti apparve S. Agostino per insegnarti a battere le punizioni a giro e ti regalò una maglietta con scritto "Tu intanto mena, quelli per terra sono più aperti al dialogo".

Bella.

Occhi verdi.
Oddio. Le ho addirittura guardato gli occhi.
Me sto a fà vecchio.
Ossantapace, addirittura profuma. Profuma di promesse alla luna, di fettuccine e vino dei castelli come ai tempi belli che Pinelli immortalò, sa di aria leggera.
E leggera passa sulla terra.
Salta i computer.
Passa oltre gli Hi-Fi. Si fiderebbe dei DJ ma continua a preferire le orchestre.
Viene verso di me.
Occacchio.
Mi alzo in piedi.

Logico.
E' una quarta.
CI si alza sempre in piedi per una quarta.
O per cento euro.
Ma chi si metterebbe a pensare al vile denaro adesso?

Sono tuo.
Qualsiasi cosa tu voglia, sono tuo.
Vuoi una gondola veneziana? Eccola.
Un camion di sosia di Elvis per una festa a tema? Ne mando due, quello che non ti piace lo rimandi indietro.
Una biella di un motore Lockeed? Ho un amico esperto di bielle, se aspetti un attimo lo chiamo.

Mi guarda.
Aspetto che dica qualcosa, io ho la bocca piena di Millechiodi.

"Zalve, folevo zapere se afete teumitificatori"

"Zi, li abbiamo" - rispondo senza nemmeno rendermi conto di cosa caspita mi abbia detto il cervello.
Fortunatamente, è abituata a trovarsi di fronte a fessi disconnessi da matrix.
Ridacchiando.
"Zi sente che zono ti Berlino?"

"Non si preoccupi, sono abituato, ci sono stato con Bonetti"
E, con questa, mi gioco tutta la lucidità rimastami.

Non le guardo i piedi. 
Avesse le Birckestock mi crollerebbero tutte le certezze e le troverei elegantissime anche e soprattutto col calzino bianco, quello con scritto Addiddas sul fianco.

Le illustro i deumidificatori come fossi Argan davanti ad un Fattori.
Almeno credo.
In un momento di lucidità mi sento dire "No, questo modello non ha bisogno di ossigeno per funzionare, va benissimo anche in sottovuoto".
Lo compra comunque.
Esce.

Una signora dietro di me mi bussa su una spalla.
Ride come solo le ciacione romane.
Con le mani si solleva una nona straripante portandola ad altezza collo e si soffia una ciocca sulla fronte.
"POZZO AFERE EIN FERRO DA STIRO CHE C'HO UN CAZZO DE MUCCHIEN DE PANNI DA STIRA'?" - mi metto la mano davanti agli occhi cercando di salvare o la faccia o le retine ma lei insiste

"Zi zente tanto l'accento de Rebibbia? Colpa de nonno Hans, tacci sua" - e si morde una mano facendo precipitare una tetta felliniana - 

Siamo due deficienti che ridono.
Le porgo il braccio.
Sorrido conquistato.
Naturalmente, sconto. 
A lei sì.

Leonix Italia, Reparto Ciacionia Uber Alles, ore 18,40

1 commento:

  1. Che ce tocca fà pe un po' d'attenzione! E' mejo a ride...

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